giovedì 17 giugno 2010

7 milioni di stronzate





P.S: e "utenze telefoniche" intercettate non equivale a dire cittadini intercettati. Basti pensare che il solo Moggi, di utenze, ne aveva decine...

Che c'azzecca?

Libero:

Il Tempo:
















Ma che fosse iscritto o coordinatore del PD ha attinenza con il reato?
Perchè non scrivere dello stupratore interista, o dello stupratore amante delle vongole?
E se fosse stato del PDL... sicuri sicuri sicuri che il titolo sarebbe stato uguale?

martedì 15 giugno 2010

Le 100 opere di Silvio

Il sospetto che il livello di propaganda in Italia a favore di Berlusconi raggiunga livelli da Ventennio (famosa la declamazione delle "100 opere" del Duce) è qualcosa di tangibile.
Come dicevo ieri questa l'apertura de Il Tempo in merito alla liberazione del cittadino svizzero da parte della Libia:


Ma cosa ne dicono gli svizzeri? Durante l'edizione delle 20 del TG della rete elvetica RSI (noto paese di comunisti cattivi) la corrispondente da Berna Paola Ceresetti esprime le seguenti considerazioni:

[...] un rientro italiano sarebbe per la Svizzera un ulteriore smacco, ma piuttsoto superficiale, la Svizzera in questa vicenda ha dovuto ingoiare rospi ben peggiori; quel che sembra di capire qui nei corridoi del palazzo federale è che l'italia in questa storia la svizzera l'ha aiutata ben poco, per non dire nulla. Anzi, le ha creato piuttosto dei problemi, come quando a Bruxelles ha convinto l'Europa a spingere la Svizzera a rinunciare alla sua strategia delle limitazioni sui visti Shengen, strategia che era comunque servita a riportare a casa l'altro ostaggio.
Ora se Berlusconi vuole sfruttare la sua amicizia con il Colonnello Gheddafi per fare, diciamo così, la cortesia a Max Goldi di portarlo a casa in aereo ben venga, così gli risparmierebbe per lo meno il viaggio in auto attraverso la Tunisia [...]

Ma è mai possibile che nel Bel Paese si ritenga necessario incensare il premier e considerare ogni voce critica come "nemica"? Ma non ricorda davvero a nessuno il modus operandi del Duce?




lunedì 14 giugno 2010

Fozza Itaia

Oggi Il Tempo, sotto un moderato "Silvio l'Africano" (di cui consiglio la lettura perchè perla da memoria di Istituto Luce), viene propone una foto con titolo "casuale".


Ma è una pura casualità... nessun intento nascosto... Come i fantastici poster che tappezarono l'Italia nel 1993... Fozza Itaia!


venerdì 11 giugno 2010

Inconsapevoli Malaussene

1. Neonato rapito, caccia a 2 donne rom. (agi.it/7 giugno)
2. Neonato rapito, arrestata l'infermiera (agi.it/8 giugno)
(Michele Marasciulo)



Peccato che non fossero le ROM, come capro espiatorio funzionano sempre. Alla grande!

IMHO

Il sito internet del governo (http://rassegna.governo.it) propone ogni giorno le prime pagine dei quotidiani in edicola.
Questa la prima pagina di repubblica di oggi:


Peccato che quella riportata sia in realtà pagina 3. Oggi repubblica si presenta in realtà così:


Sarà anche un sofismo, ma in mia modesta opinione se la prima pagina proponi la prima pagina dev'essere.

Punti di vista

Il titolo di prima pagina de La Stampa e quello de Il Giornale. E' troppo chiedere il racconto dei fatti e non opinioni e ricostruzioni parziali?


giovedì 10 giugno 2010

Giornalismo d'assalto

Menomale che ci sono ancora giornalisti con le palle...

mercoledì 9 giugno 2010

Le foto taroccate di Reuters

Polemica per i tagli di due foto del blitz sulle navi degli attivisti pro-palestinesi di inizio mese. Reuters ha effettivamente ridimensionato l'immagine facendo sparire un coltello in mano ad un attivista, a terra un soldato israeliano.
Pessimo esempio di "distrazione" (o manipolazione), che comunque non conferma la tesi di Peppino Calderola sul fatto che nelle navi ci fossero armi (non l'ha detto, ma considerata la sua fervida immaginazione lo potrebbe fare presto!). Per giustificare un bliz ci vuole ben più che un coltello!
"Complimenti" a Reuters per lo scoop "tagliato"!!!

L'uomo che tutto può

Quelli che seguono sono ritagli di un articolo a pagina 13 (e richiamato in prima pagina) da Libero del 9 Aprile.
Leggetevi l'articolo, dove si declama l'evoluzione delle crocerossine dal governo Prodi a quello Berlusconi: finalmente crocerossine con volti giovani, curati, vezzosi, corpi scultorei e lanciati.
Ma che servono i corpi scultorei o slanciati per fare le crocerossine? Ed è evidentemente un merito di Berlusconi? Se non ci fosse da piangere, si potrebbe dire che questa sciocca propaganda è più ridicola di quella che incensava il Duce e i suoi "super-poteri".
E' inutile sprecare inchiostro (o consumare i tasti) per commentare. Certe stronzate si qualificano da sole!


























D'altronde, con grande coerenza, in edicola con l'edizione quotidiana di Libero c'è niente di meno che...

martedì 8 giugno 2010

2 + 2 = 5. Peppino Caldarola su Isreale

Ieri sera, all'1.20 circa mi imbatto nell'opinione di Peppino Caldarola (ex PD e L'unità, ora al Riformista e a Il Giornale) circa gli abbordaggi israeliani alle navi di pacifisti, o presunti tali.
L'intervento lungimirante è tutto da guardare, mi limito a riportare un paio di note:
Caldarola ci informa che una cosa ora si può dire, ovvero che sulle navi nelle quali Israele ha effettuato il blitz in acque internazionali c'erano "integralisti islamici armati" pronti a creare un incidente internazionale a Gaza. Ed è una super-notizia: nessun giornale italiano o internazionale ha dato questa notizia, nè Israele ha diffuso immagini del presunto arsenale.
E allora di cosa stiamo parlando? Le armi sono forse le fionde trovate a bordo? i pericolosi estremisti islamici sono forse gli attivisti turchi, inglesi, italiani, irlandesi e chi più ne ha più ne metta?
Ma ci facciamo prendere per il culo in questo modo? AL G8 di Genova almeno si erano premurati di portare due molotv fasulle nella scuola Diaz per poter affermare che i manifestanti erano armati, qui il SIg. Caldarola ci vuole raccontare che le armi c'erano quando neppure Israele lo sostiene. Se ne ha le prove che ce le mostri!
A distanza di due giorni dal blitz Il Sole 24 Ore (pericoloso quotidiano filo-islamico?) titolava "Attivisti liberati, niente armi". il 7 Giugno Caldarola inscenava invece il suo commento. Due giorni non sono bastati ad Israele per perquisire le navi e solo dopo 10 giorni il solo Caldarola è stato informato del pericoloso carico? O gli Israeliani se le sono procurate nel frattempo e ne hanno informato il solo Peppino?
Altro appunto: Caldarola giustifica in parte la reazione id Isreale con il fatto che è circondata da 1 miliardo (ebbene sì, un miliardo!) di islamici ostili. Certo, anche fosse sulla Luna una giustificazione per Isreaele la si trova sempre...

Eugenetica Padana


Segnalo un bel editoriale di Concita De Gregorio su L'Unità di oggi 8 Giugno, in merito alla notizia riportata dal Veneto secondo cui la regione avrebbe vietato i trapianti a favore di persone che abbiano tentato il suicidio o che abbiano un QI sotto il 50.

L'incredibile storia che vi raccontiamo oggi ha il pregio, se è lecito usare la parola pregio in una vicenda che non ne contempla alcuno, di chiarire esattamente in cosa consista, nella pratica, quel mix di egoismo, brutalità, cinismo e disprezzo delle povertà in qualunque forma si manifestino che va sotto il nome di leghismo. Siamo nella Regione Veneto, si parla di trapianti di organi. L'assessore alla Sanità, fieramente padano, scrive le linee guida a cui i medici delle strutture regionali dovranno attenersi. Non si dovranno trapiantare organi, scrive nero su bianco, a quelle persone che abbiano un quoziente intellettivo al di sotto del punteggio 50. Nemmeno a chi abbia di recente tentato il suicidio. Anche in questo caso non ne vale la pena. Perché la comunità dovrebbe dare un fegato a uno che ha cercato di uccidersi? E se lo fa un'altra volta? È uno spreco. Perché bisognerebbe dare un rene a una persona down, a un ragazzino con un deficit dell'intelligenza? Perché lo chiede sua madre? Ma andiamo, su.
Basta con questi buonismi pietosi. Si trapianta qualcuno che valga la pena trapiantare: i malati potenzialmente sani. I malati cronici no. Un demente, un handicappato: che si trapiantano a fare, tanto sani non tornano. L'estensione del criterio a chi ha tentato il suicidio è se possibile persino più aberrante. È come stabilire per legge che non esista la sofferenza dell'anima, il dolore disperato e profondo - emendabile, tuttavia, chi non lo spera? È come stabilire nelle linee guida venete che la speranza non esiste. Chi tenta di uccidersi deve essere un malato di mente. Uno che lo farà certamente di nuovo. Col paradosso, lo spiega nella sua veste di medico Ignazio Marino, che chi tenta il suicidio ingerendo pasticche (da cui spesso discende la necrosi del fegato) non dovrebbe essere operato ma lasciato morire.

Le linee guida sono state scritte un anno fa, nel marzo del 2009. Per un anno, dunque, si suppone che i medici vi si siano attenuti. Solo in questi giorni, dopo che l'American Journal of Transplantation ha pubblicato un articolo incredulo parlando del Veneto alla comunità internazionale, il medesimo assessore ha ritenuto di «rispondere a questo polverone» con una circolare interpretativa che fa parziale marcia indietro. Se nessuno ne avesse scritto - e nessuno, per un tempo lunghissimo, lo ha fatto - tutto a posto, avanti così. Sorgono spontanee alcune domande, pur senza disporre di un quoziente intellettivo straordinario. Per quale ragione i paladini delle crociate antiabortiste non insorgono? Se decidere di non far nascere una creatura destinata è vivere con gravi handicap è omicidio (eugenetica, come sostengono, selezione della razza) non è ben più grave negare le cure ai vivi, nati e divenuti adulti? Bisognerebbe farli nascere e poi morire negando loro le cure? E perchè chi è destinato a morte certa, malato terminale, deve stare attaccato alle macchine contro il volere suo o dei suoi familiari? In che senso far intervenire la scienza per mantenere in vita una persona in coma irreversibile è più utile, giusto, etico che farlo per mantenere viva una persona viva? Dipende dal suo Q.I.? Se è questo il punto riprendiamo pure a parlare di selezione della razza: riprendiamo da qui.

L’otto per mille ai valdesi, una scelta di laicità

Very, very interesting:

di Paolo Flores d’Arcais, il Fatto Quotidiano, 8 giugno 2010


Per molti italiani è tempo di dichiarazione dei redditi. Dunque è anche tempo di otto per mille, questo balzello clericale che arricchisce la Chiesa gerarchica come Mammona e viola sfacciatamente il principio di laicità dello Stato.

All’origine della democrazia liberale, infatti, sono i Padri fondatori degli Stati Uniti d’America, che stabilirono in modo rigoroso il principio secondo cui ogni confessione religiosa si mantiene materialmente con le donazioni dei fedeli, “senza oneri per lo Stato” (per dirla con la nostra Costituzione, platealmente disattesa, riferita alle scuole private). Punto. Tanto è vero che Madison, quarto presidente, si avvalse addirittura del veto presidenziale per bloccare un provvedimento del Congresso non sufficientemente rispettoso del principio.

L’otto per mille è invece una violazione doppia del principio di laicità, l’Italia in questo vuole essere all’avanguardia. Non solo perché lo Stato si fa esattore per la Cei – Conferenza Episcopale Italiana – di oboli che i fedeli dovrebbero versare direttamente, secondo generosità volontaria (che comprende anche a quale istituzione particolare dentro la Chiesa destinare il proprio contributo), ma perché il cittadino che non firma per nessuna confessione religiosa e neppure per lo Stato (almeno la metà dei contribuenti), versa egualmente l’obolo che palesemente non intende dare: d’ufficio e obtorto collo, a tutte le confessioni religiose e allo Stato (cioè al governo) in proporzione alle scelte fatte dagli altri contribuenti. Ma non finisce qui.

Lo Stato, cioè il governo, della quota racimolata fa spesso un uso che più improprio non si può, cioè la storna di nuova alla Chiesa gerarchica come sostegno e contributo alle iniziative più diverse. Insomma: l’otto per mille andrebbe abrogato, questa è l’unico obiettivo coerente da un punto di vista democratico. Del resto andrebbe abrogato il Concordato in quanto tale, sempre secondo quella coerenza che nel centocinquantesimo anniversario della nascita della strombazzata – solo nella retorica – “Patria”, sarebbe un piccolo omaggio concreto alla memoria dei patrioti che l’Italia hanno fatto, cominciando da Garibaldi, Mazzini e Cavour, il più “moderato”, ma comunque intransigente nell’opporre a ogni cedimento concordatario il “sacrilego” (Pio IX dixit) “libera Chiesa in libero Stato”.

Oggi non c’è nessuna forza politica disposta a prendere neppure lontanamente in considerazione l’abrogazione dell’otto per mille (non parliamo del Concordato). E poiché il tema – almeno a sé stante – non sembra tale da mobilitare le masse in piazza, per il cittadino laico sembra non resti nulla da fare se non rodersi il fegato in isolata e impotente indignazione. E invece no, qualcosa si può fare, e anche di notevole e materialissima efficacia, contro questa prepotenza clericale.

Abbiamo visto che firmare per lo Stato anziché per la Cei è come dalla padella nella brace, visto che comunque significherebbe dare altri soldi a partiti lottizzatori e alle loro cricche di affaristi al seguito. Altra cosa sarebbe se l’alternativa a una confessione religiosa fosse un elenco di associazioni tipo la ricerca sul cancro, ma questa concorrenza leale la Chiesa gerarchica e i politici del bacio della pantofola non la consentiranno mai.

C’è però già la possibilità, per quanto possa suonare paradossale, di combattere il clericalismo con la religione. Esiste infatti una confessione religiosa che si impegna solennemente – e fornisce tutti gli strumenti di controllo – a utilizzare la sua quota di otto per mille esclusivamente per opere di beneficenza o promozione culturale, puntualmente elencate, e di non spendere neppure un euro per i propri pastori d’anime o per le strutture materiali delle proprie chiese.

Non a caso ho detto “pastori”, perché si tratta della Chiesa valdese, ora ufficialmente denominata “Chiesa Evangelica Valdese - Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste”, dalle nobilissime origini eretiche e conseguenti persecuzioni di secoli, caratterizzata da un atteggiamento di rispetto della laicità che manca purtroppo a tanti scettici, miscredenti e atei (più o meno devoti). Versare l’otto per mille a questa confessione è oggi la scelta più radicalmente laica che si possa fare, e infatti a praticarla non sono solo tanti agnostici e atei (non devoti) ma perfino dei cattolici che sentono l’obbedienza a quanto dice il Vangelo più importante dell’obbedienza alla Cei dei Ruini e dei Bagnasco o al Vaticano del Papa e dello Ior.

Sarebbe perciò un bel segnale di civiltà se sul Web si scatenasse una campagna “dal basso” per invitare tutti i democratici a firmare l’otto per mille ai valdesi, se avvenisse quel contagio digitale virtuoso che amplifichi e moltiplichi un fenomeno molecolarmente già in atto da alcuni anni. E che ovviamente mass media proni nel bacio della pantofola si sono ben guardati dal raccontare.

Così come sarebbe necessario che finalmente il Parlamento (e forse anche la magistratura) si occupassero di un problema grande come una casa, o meglio gigantesco come l’intero patrimonio immobiliare della Chiesa gerarchica: il controllo sul “voto” che riguarda l’otto per mille, cioè sulle firme con cui ciascuno sceglie nella dichiarazione dei diritti a chi destinarlo.
Un “voto” non molto meno importante di quello che si esprime nelle urne, e di cui i funzionari del fisco sono certamente contabili scrupolosi. Come gli scrutatori ai seggi, cui però i partiti hanno il diritto di affiancare i “rappresentanti di lista”. Se lo stesso potessero fare i rappresentanti delle diverse confessioni, anche gli inguaribili sospettosi sarebbero più tranquilli.



http://temi.repubblica.it/micromega-online/l8-per-mille-ai-valdesi-una-scelta-di-laicita/